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Dettaglio Notizia

17/02/2018

ARTISTICA - MENTE

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FINALITÀ
A partire dalla metà del secolo scorso, in particolare in ambito
filosofico ed educativo, l’errore non solo è stato accettato in
quanto fatto ineliminabile di ogni processo di ricerca, ma si è
arrivati a teorizzarlo come processo positivo in una vera e
propria pedagogia dell’errore. L’errore, infatti, appartiene alla
normalità dell’essere umano, esso diventa un fatto positivo
quando viene accettato, non demonizzato e valorizzato nel suo
essere esperienza normale, positiva e utile. In questo senso
esso non rappresenta più un fallimento, ma un valido strumento
che promuove l’apprendimento e ne rafforza la riuscita; la
sua concezione positiva riscopre la sua utilità per giungere a
conoscenze più prossime alla verità. L’errore, infatti, rappresenta
l’esperienza attraverso la quale la persona forma la sua
personalità e dalla quale trae forza, energia e spunti di riflessione
per progettare soluzioni ai suoi problemi e procedere
nella ricerca della conoscenza. La pedagogia positiva dell'errore,
dunque, si concentra sul portare il soggetto alla riflessione
sul suo apprendere e aiutarlo a controllare in modo positivo
le sue strategie, le sue conoscenze e competenze, i suoi insuccessi,
le sue paure. Questa concezione implica un processo
dialogico tra insegnante e allievo e tra allievo ed errore, un
processo che si sviluppa attraverso progressive scoperte; l’errore
perde quindi la sua fisionomia di “risposta sbagliata” e
diventa invece la possibilità per aprire nuovi spazi di indagine,
di riflessione; per scoprire nuove soluzioni diverse e più adeguate.
Nell’Educazione alla Teatralità – la quale si pone come
finalità e scopi primari quelli di contribuire al benessere psico
-fisico e sociale della persona - i linguaggi espressivi vengono
concepiti come veicolo per la conoscenza di sé, strumenti di
indagine del proprio vivere e modalità per dare senso al proprio
agire nel mondo. L’Educazione alla Teatralità valorizza
un processo di acquisizione personalizzante della conoscenza
dove non ci sono modelli, ma dove ognuno può e deve – attraverso
la sperimentazione e l’errore- arrivare a definire il proprio
modello di sé, di relazione e di comunicazione. All’interno
di questo quadro teorico di ricerca, di studio e di
sperimentazione, si pone il convegno, la cui finalità è quella di
offrire spunti di riflessione e proposte operative sulle arti
espressive in una prospettiva teorico-pratica, con particolare
attenzione allo sviluppo dell’apprendimento nell’errore
attraverso le intelligenze e i linguaggi espressivi e artistici.